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Senza consenso è sempre violenza

Il consenso non è una sfumatura linguistica. È il confine netto tra libertà e violenza.


Togliere la parola “consenso” dalla legge sulla violenza sessuale non è una scelta tecnica: è un arretramento culturale e politico gravissimo. Significa spostare il peso dalla responsabilità di chi agisce alla capacità della vittima di opporsi, reagire, dimostrare di aver detto no. Anche quando è paralizzata dalla paura. Anche quando non riesce a parlare.

È un messaggio pericoloso, ed è l’ennesimo atto di un governo che, ancora una volta, colpisce i diritti delle donne. Un fatto ancora più grave perché portato avanti da donne contro le donne. Meloni e Bongiorno, su questo, si stanno dimostrando nemiche delle donne, non loro alleate.


Una legge deve tutelare, non insinuare dubbi. Deve proteggere, non rimettere sotto processo le vittime. Il principio è semplice, chiaro, giusto: solo sì è sì.

Senza consenso è sempre violenza.



 
 
 

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