Salario minimo negli appalti del Comune: una mozione per tutelare i lavoratori
- PD Carpi

- 29 mar
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Salario minimo negli appalti pubblici del Comune: una scelta di dignità. Per la destra non è una priorità"
Nel Consiglio comunale di ieri, 26 marzo 2026, i partiti di maggioranza PD, AVS, Carpi a Colori hanno approvato l’introduzione di una soglia minima di retribuzione negli appalti pubblici del Comune di Carpi, richiamandosi al dibattito nazionale sul salario minimo. Una decisione che afferma un principio fondamentale: il lavoro non può essere povero. Quando lo è, non si tratta solo di numeri, ma di un fallimento civile.
“Il voto contrario della destra e delle altre forze di opposizione è, per noi, una chiara scelta politica.” afferma il gruppo consigliare del PD Carpi che prosegue “Affermare pubblicamente che 9 euro lordi all’ora “non cambiano nulla” significa ignorare cosa significa vivere oggi con poco più di 1.100 euro al mese: l’affitto, la spesa, i figli, la fatica quotidiana di chi lavora e non arriva a fine mese. In molti Paesi europei esiste un salario minimo legale, mentre l’Italia resta un’eccezione. Per questo riteniamo che anche un Comune debba fare la propria parte, dentro le proprie competenze, affermando un principio di giustizia e dignità. L’inazione non è neutralità: è una responsabilità politica. Se davvero non si è contrari, perché votare contro un segnale concreto?”
Il tema riguarda anche il quadro più ampio del lavoro: l’Italia soffre l’assenza di una strategia industriale, una produzione stagnante, costi energetici elevati e una forte esposizione alle tensioni internazionali, fattori che colpiscono territori manifatturieri come il nostro. Servono visione, investimenti e politiche che mettano al centro lavoro, salari e competitività.
"Il lavoro povero non è un destino inevitabile ma una scelta politica. Anche un Comune può contribuire a cambiare le cose, dando valore al lavoro e alle persone prima che al massimo ribasso", dichiara l’assessora Tamara Calzolari, assessora al lavoro in quota AVS. "Per questo avvieremo anche un lavoro interno di monitoraggio degli appalti, per verificare l’applicazione concreta di questo principio e rafforzare gli strumenti di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori".
"Questa scelta dimostra che la politica, anche a livello locale, deve assumersi la responsabilità di affermare un principio: il lavoro non può essere sottopagato», dichiara la segretaria del PD di Carpi, Daniela De Pietri. «Non sostituiamo lo Stato, ma non restiamo fermi. Chi oggi vota contro dice chiaramente che questa non è una priorità. Per noi, invece, lo è".

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